ESSERE COSTRUTTORI DI BENESSERE

di Davide Giancristoforo

Benvenuti alla nuova newsletter di ISMO, un hub per approfondimenti, tendenze e riflessioni attorno a temi organizzativi. Oggi del ruolo che ciascuno di noi ha nel promuovere il benessere nella propria organizzazioni.

Quando si parla di salute organizzativa, la letteratura concorda nel proporre tre livelli di analisi:

Individuo, che porta con sé bisogni ed esigenze – spesso legate all’ambito extralavorativo – ed influiscono sulle sue prestazioni e il suo vivere l’azienda;

Gruppo, non considerato come un insieme di singoli individui, ma come «insieme all’interno del quale i singoli componenti portano qualcosa di sé, che diventa gruppalità anche solo per il trovarsi nella stessa dimensione lavorativa»;

Organizzazione, porta con sé un sistema di valori, di una propria cultura e di identità.

Ne deriva che il moderno concetto di salute è circolare ed evidenzia come una compromissione della salute ad uno di questi livelli implichi un coinvolgimento circolare degli altri.

Evidenze interessanti di ciò derivano dagli studi sul commitment che hanno rilevato come condizioni di scarso benessere organizzativo causano assenteismo, bassa motivazione e impegno al lavoro, ridotte performance e carenza di fiducia nei confronti dell’azienda.

In questo scenario uno dei nostri maestri, Enzo Spaltro, attribuisce un ruolo centrale alla psicologia del benesserecome scienza che si occupa delle risorse abbondanti, ovvero desideri, emozioni, conoscenze, iniziativa creativa.

Spaltro ci ricorda che tali risorse psicologiche e soggettive, in quanto immateriali, non sono risorse scarse destinate ad esaurirsi con il loro utilizzo, come ad esempio il denaro, ma crescono con il loro sviluppo ed il loro consumo.

Diventa fondamentale quindi per le organizzazioni imparare a valorizzare questo tipo di risorse, dove il gruppo di lavoro rappresenta il luogo privilegiato dello scambio di valore tra gli individui e del benessere che ne deriva, in quanto teatro in cui si estrinseca la possibilità di esprimere il potere soggettivo.

Questo cambio di prospettiva che lega il concetto di benessere organizzativo alle dimensioni soggettive, non ha investito solo le scienze sociali ma anche le scienze economiche che puntano sul ruolo attivo della persona nella determinazione del benessere.

Il soggetto quindi, proprio perché attivo costruttore di realtà, diventa il primo “costruttore di benessere”.

 

E tu quanto ti senti “costruttore di benessere” nella tua organizzazione?

Vuoi saperne di più? Ascolta le parole di Enzo Spaltro che ci racconta il Decalogo del Bellessere:Il Decalogo del Bellessere – Università delle Persone (universitadellepersone.it)

#saluteorganizzativa #wellbeing #benessere #costruttoridibenessere #enzospaltro

Vuoi implementare una people wellbeing strategy nella tua azienda?
Contattaci, possiamo fare qualcosa per te!